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Musei del Cibo: il circuito museale della tradizione gastronomica

Musei del Cibo: i luoghi della gastronomia parmense

I Musei del Cibo sono un circuito diffuso che racconta l’identità gastronomica del territorio parmense attraverso luoghi, oggetti, memorie e saperi legati a prodotti simbolo della tradizione locale.

Non si tratta di semplici spazi espositivi, ma di un vero percorso culturale che unisce storia, paesaggio e cultura materiale, offrendo al visitatore un modo diverso di leggere il rapporto tra Parma e il suo patrimonio agroalimentare.

Quali sono i Musei del Cibo

Il circuito dei Musei del Cibo comprende 9 musei sparsi nel territorio parmense, ciascuno dedicato a un’eccellenza agroalimentare locale: dal Parmigiano Reggiano al Culatello, dal Prosciutto di Parma al Fungo Porcino IGP. 

Ecco l’elenco di tutti i Musei del Cibo:

  • Museo del Parmigiano Reggiano
  • Museo della Pasta
  • Museo del Pomodoro
  • Museo del Vino
  • Museo del Salame Felino
  • Museo del Prosciutto di Parma
  • Museo del Culatello
  • Museo del Fungo Porcino IGP
  • Museo del Tartufo

Museo del Parmigiano Reggiano

Scopri la storia millenaria del Re dei formaggi attraverso attrezzi, fascere, forme e documenti che raccontano oltre mille anni di caseifici, malghe e maestri caseari. Un viaggio nella tradizione casearia emiliana.

Museo della Pasta

Dalla semola al piatto: un percorso unico che esplora la storia della pasta italiana attraverso trafile, mattarelli, macchinari e ricettari storici, celebrando Parma come culla della gastronomia.

Museo del Pomodoro

La storia del pomodoro emiliano, dalla coltivazione alla conserva: pela-patate, passa-patate, barattoli e pubblicità d’epoca raccontano come il pomodoro sia diventato re della cucina italiana.

Museo del Vino

Tra botti, torchi e bottiglie storiche, questo museo parmense celebra la viticoltura delle colline e i vini che hanno accompagnato la tavola emiliana per numerosi secoli, dalla vendemmia alla cantina.

Museo del Salame Felino

La tradizione del salume simbolo della Food Valley: coltelli, impastatrici, bilance e norcini che raccontano la storia del salume, presidio Slow Food parmense. Con testimonianze dei maestri salumieri.

Museo del Prosciutto di Parma

Nel cuore della zona di produzione, il Museo del Prosciutto espone lame, spiedi, grasselli e documenti che illustrano l’arte della stagionatura nelle colline parmensi tra tradizione e controllo qualità.

Museo del Culatello

Il “re dei salumi” protagonista: dal suino alle tele vescicali, questo museo racconta la storia del Culatello di Zibello, prodotto nato tra il fiume Po e la città di Parma, è il salume nobile con numerosi segreti e storie.

Museo del Fungo Porcino IGP

Dalle raccolte nei boschi appenninici con ceste, essiccatori e attrezzi per il protagonista della cucina emiliana e della tradizione contadina. Con metodi di raccolta e conservazione della memoria gastronomica.

Museo del Tartufo

Guide, cani da tartufo e strumenti di ricerca nelle tartufaie locali. Scopri il diamante della cucina emiliana tra storie, segreti e passione per il tartufo simbolo della Food Valley.

Come visitare i Musei del Cibo

I Musei del Cibo offrono un accesso semplice, con orari pensati per un weekend nella Food Valley parmense.

Orari di apertura dei Musei

Tutti i musei aprono da inizio marzo all’8 dicembre nelle giornate di sabato, domenica e festivi con orario 10:00-18:00.

La durata della visita libera è di circa 60 minuti.

Biglietti di ingresso ai Musei

  • Intero – Museo del Culatello: 7,00€
  • Tutti gli altri musei del complesso (Parmigiano Reggiano, Pasta, Pomodoro, Vino, Culatello, Salame Felino, Prosciutto di Parma e Fungo Porcino IGP): 5,00€

È disponibile la Card Musei del Cibo al costo di 12,00€ con validità 12 mesi e consente l’accesso a tutti i musei del circuito (un ingresso per ogni museo). La Card è disponibile per l’acquisto presso la biglietteria dei singoli musei.

Curiosità legate ai Musei del Cibo

Il circuito dei Musei del Cibo nasconde aneddoti affascinanti che legano tradizione, innovazione e curiosità locali, rendendo ogni visita un piccolo viaggio nella memoria agroalimentare parmense.

Al Museo del Pomodoro e il primo barattolo industriale

All’interno del Museo del Pomodoro è esposto il primo barattolo di conserva industriale parmense (1880 – “Pomì”), inizio della rivoluzione alimentare italiana. Il museo racconta come i contadini della Bassa parmense, tra il 1870 e il 1900, passarono dalla produzione familiare a stabilimenti che esportavano pelati in Europa, cambiando per sempre la cucina mediterranea.

Origine del nome del Salame Felino

Il nome “Felino” deriva dal latino felicĭtas (felicità): gli antichi romani lo consideravano portafortuna, stagionato nei solai ventilati di Felino fin dal I secolo d.C. il Museo espone un coltello norcino del 1700 e impastatrici manuali che raccontano la tecnica del doppio taglio, segreto del sapore equilibrato.

Il rito del “fiuto” per il Prosciutto di Parma

La celebre “prova del fiuto” usa solo naso e orecchio: i maestri infilano uno spiedino di osso di cavallo nella coscia per giudicare odore, suono e consistenza senza aprirla. Il Museo di Langhirano espone lame del Seicento e “grasselli” (campioni di sego) che dimostrano 500 anni di selezione suina nelle colline parmensi.

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