Museo Ettore Guatelli: il museo della memoria
Il Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro, nel territorio di Collecchio e a pochi chilometri da Parma, è uno dei luoghi più originali da visitare in Emilia. Nato dal lavoro e dalla visione di Ettore Guatelli, il museo custodisce oltre 60 mila oggetti d’uso quotidiano organizzati in un allestimento scenografico che trasforma la memoria contadina in un’esperienza visiva e narrativa.
Cosa vedere al Museo Ettore Guatelli



Nel cuore del Museo non troverai vetrine ordinate o reperti preziosi, ma un’immersione unica di migliaia di oggetti quotidiani che raccontano la vita contadina emiliana.
Sono 4 le stanze più iconiche, vere protagoniste della visita al Museo: paesaggi visivi che catturano l’immaginazione e raccontano la filosofia di Guatelli.
- Stanza del latte
- Stanza dei vetri
- Stanza degli orologi
- Salone centrale
Stanza del latte
Uno spazio sorprendente dove centinaia di contenitori in metallo, lattine di conserva, scatole in latta e barattoli arrugginiti sono disposti secondo un ritmo visivo preciso e ipnotico. Non è mera raccolta: è una composizione che eleva oggetti industriali e domestici ad “archivio estetico” della vita quotidiana.
Stanza dei vetri
Qui bottiglie, vasi e recipienti trasparenti custodiscono al loro interno piccoli oggetti: chiavi dimenticate, utensili minuscoli e frammenti di vita quotidiana come reliquie in teche naturali. È uno degli esempi più chiari della poetica di Guatelli: non solo conservare le cose, ma preservare le storie che contengono, creando un effetto di stratificazione temporale.
Stanza degli orologi
Una parete interamente scandita da orologi di ogni forma e dimensione; dalle sveglie meccaniche ai cronometri da tasca, fermi nel tempo e accumulati in un mosaico circolare. Il tempo, anziché misurato, viene “raccolto” e moltiplicato.
Salone centrale
È uno degli ambienti più spettacolari del Museo: qui l’accumulo raggiunge l’apice scenografico, con pareti che diventano vere “costellazioni di oggetti”… Organizzate secondo logiche visive che ricordano una partitura musicale o un’opera d’arte contemporanea. Camminarci dentro è un’esperienza avvolgente, dove il caos ordinato genera un impatto emotivo unico.

Come visitare il Museo Ettore Guatelli
Il Museo Ettore Guatelli è visitabile solamente tramite visita guidata, con accesso agli ambienti della casa storica e degli spazi espositivi. Durante il percorso, il visitatore è accompagnato con un racconto interpretativo della collezione e del metodo ideato da Guatelli.
Qualora previsti, sono inclusi gli accessi alle mostre temporanee in corso.
Orari di apertura del Museo
Le visite al Museo Ettore Guatelli si svolgono tutto l’anno:
- Dal martedì al venerdì: 10:00 e 11:30
- Sabato, domenica e festivi: 10:00, 11:30, 15:00 e 16:30
La durata della visita è di circa 90 minuti.
Il Museo è aperto con i seguenti orari:
- Dal martedì al venerdì: 10:00-13:00
- Sabato, domenica e festivi: 10:00-13:00 e 15:00-18:00
Biglietti di ingresso al Museo
Il costo dei biglietti per la visita al Museo Ettore Guatelli è:
- Intero: €8,00
- Ridotto: €6,00 – ragazzi 11-18 anni, over 65, convenzioni FAI, residenti (Collecchio, Fornovo di Taro, Sala Baganza e Parma)
- Famiglie: €20,00 – due adulti e due o più ragazzi con età superiore a 11 anni
- Gratuito: minori sotto gli 11 anni, diversamente abili e accompagnatori, giornalisti e soci ICOM e SIMBDEA.
Ai gruppi superiori alle 15 persone sono riservate delle tariffe speciali. Contattaci su WhatsApp per un preventivo.
Storia del Museo Ettore Guatelli
Il Museo Ettore Guatelli nasce dalla vita e dalla passione di un uomo straordinario, maestro delle scuole elementari e visionario collezionista, che ha trasformato oggetti umili in un patrimonio culturale unico per l’Emilia Romagna.
Il Museo custodisce oltre 60 mila oggetti quotidiani raccolti negli anni Cinquanta per salvare la memoria contadina emiliana. Trasformata in un museo negli anni Settanta, la sua casa diventa un’esposizione unica di “vite attraverso le cose”.
Dopo la scomparsa di Guatelli nel 2000, tre anni più tardi nasce la Fondazione Museo Ettore Guatelli che ne conserva e valorizza l’eredità. Qui attrezzi di lavoro, utensili domestici, scarpe, orologi e frammenti di una vita popolare acquistano dignità estetica e antropologica, rendendo il museo un patrimonio unico per il territorio parmense ed emiliano.

Curiosità legate al Museo Ettore Guatelli
L’allestimento, ideato dallo stesso Guatelli, trasforma il caos apparente in un percorso poetico e immersivo, dove ogni dettaglio evoca memorie e storie personali.
Museo “al contrario”
Guatelli diceva che “tutti sanno fare un museo con cose belle”, ma la vera sfida era crearlo con oggetti umili: forbici arrugginite, ferri da stiro a carbone, bilance di ottone e stoviglie scheggiate diventano protagonisti di un’esposizione anticonvenzionale. Qui non ci sono etichette didascaliche o percorsi cronologici: l’ordinario si eleva ad arte, celebrando la dignità del lavoro manuale e della vita rurale emiliana, in un contesto netto con i musei tradizionali.
Ordine non scientifico ma poetico
Gli oggetti non seguono tipologia, epoca o funzione scientifica, ma criteri estetici e ritmici, quasi musicali, creando paesaggi visivi che catturano l’occhio e l’emozione del visitatore. Immagina pareti ricoperte da file di chiavi identiche che si susseguono come note di una sinfonia, o montagne di scarpe consumate disposte in onde cromatiche… È un ritmo visivo che Guatelli chiamava “poesia degli oggetti”.
Oggetti come biografie
Ogni pezzo rappresenta una persona, una storia, una vita: il museo è una raccolta di “vite attraverso le cose”, dove un semplice cucchiaio di corno evoca generazioni di contadini che lo impugnavano al desco familiare, o una vecchia radio a valvole sussurra di serate invernali passate ad ascoltare notizie dal mondo. Ogni oggetto è un capitolo di memoria collettiva, un frammento dell’Emilia rurale.
Fascino del caos disordinato
Visitatori e studiosi descrivono una sensazione immersiva, quasi ipnotica, data dalla ripetizione e dall’accumulo degli oggetti, che genera un ordine magico e avvolgente. Camminando tra i “paesaggi” degli oggetti si prova un effetto ottico e psicologico unico: il disordine apparente nasconde una logica intima, come un mandala contadino che ipnotizza e rigenera.

Come arrivare al Museo Ettore Guatelli
Il Museo Ettore Guatelli si trova a Ozzano Taro, nel comune di Collecchio a soli 20 km da Parma e 6 km dal casello autostradale di Fornovo Taro (A15). Facilmente raggiungibile da tutto il territorio, è una meta ideale per una gita culturale tra le colline parmensi.
In auto
Percorrendo la SS62 della Cisa in direzione La Spezia: il Museo si trova all’uscita del paese, in via Nazionale 130. Vicino è presente un parcheggio distante pochi minuti a piedi.
In autobus
Prendendo l’autobus TEP linea 6 da Parma verso Fornovo di Taro, scendendo in paese il Museo è raggiungibile in 10 minuti a piedi.
In treno
Ozzano Taro dispone di una stazione ferroviaria propria, da qui il Museo è raggiungibile in 20 minuti dalla stazione.
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